IL LIBRO
Dalla notte dei tempi siamo stati abituati ad accompagnare certe occasioni con un “sentite condoglianze”: una frase di rito, certamente, e di rispetto seguita, quasi ovunque nel mondo, da un momento conviviale, dove amici e parenti si ritrovano e condividono il proprio stato d’animo. Che sia triste o meno (e qui entrano in campo le scelte religiose di ognuno di noi), resta il fatto che il rito del funerale è sempre stato anche un rito di tradizioni gastronomiche, volte ad ‘accudire’ chi resta e nello stesso tempo a ricordare chi non c’è più.
Perché mangiare assieme è un atto di amore, anche in un’occasione difficile: e allora c’è chi cucina, chi apparecchia, chi distribuisce un caffè o un dolcetto per consolare, far sentire la sua presenza o, non di rado, onorare il caro estinto. Lo si fa in casa, in Chiesa, all’aperto o addirittura sulla tomba del defunto: e chissà che, dall’aldilà, non apprezzi (e possa condividere) il gesto.